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Umberto II

Umberto II (15 settembre 1904 – 18 marzo 1983)

Nel 32° anniversario del pio transito.

La storia non si fa con le ipotesi alternative, né con le personali opinioni, si fa soltanto con le prove documentali dei fatti realmente accaduti. Ma che meglio sarebbe stato attendere a pié fermo il responso della Suprema Corte di Cassazione, in merito alla valutazione dell’esito del Referendum Istituzionale del 2 giugno 1946, è un dato oggettivo. E cioé se fosse da considerare valida la maggioranza dei votanti, o de’ cittadini italiani aventi diritti al voto.

Tale fondamentale differenza non risultava specificata nel Decreto Legislativo Luogotenenziale, emanato in fretta e furia sotto le pressioni del CLN. Tant’é che due regioni italiane sotto occupazione alleata, Trentino Sud Tirol e Friuli Venezia Giulia con l’Istria sotto occupazione alleata e titina, furono escluse dal voto. E 250 mila militari italiani erano ancora trattenuti nei campi di prigionia alleati, da britannici, francesi, americani, sovietici e jugoslavi, o perseguitati dallo stesso Governo italiano in quanto “fascisti”, ancora detenuti, latitanti o se liberi, privati dei diritti civili e politici.

La Repubblica ebbe la lieve maggioranza dei votanti , ma non degli aventi dirittio al voto. Il Sovrano avrebbe potuto attendere la sentenza. E se soggetto a minacce da parte del movimento partigiano socialcomunista ancora in armi, muovere l’Arma dei Carabinieri e le altre Forze Armate dello Stato. Gli Americani occupanti avevano dichiarato che avrebbero usato anche la forza per difendere l’esito legittimo del Referendum. Il Marchese Falcone Lucifero Ministro della Real Casa spiegò diffusamente poi in molti saggi, nell’arco di mezzo secolo, questo nodo controverso che segnò l’unilaterale proclamazione della Repubblica, da parte del Ministero De Gasperi. “Proclamazione” nella notte del 12/13 giugno, che Umberto II nel messaggio di commiato in giornata, con partenza in aeroplano da Ciampino, definì “gesto rivoluzionario”.

Umberto II restò fino alla morte in esilio, 18 marzo 1983, Re Costituzionale per Grazia di Dio e volontà della Nazione, non abdicatario. Consegnando la sua innocenza e lealtà alla Storia.

Fernando Crociani Baglioni

Umberto-II-e-Giovanni-Paolo-II

“…con animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere ai miei doveri, io lascio la mia terra. Si considerino sciolti dal giuramento di fedeltà al Re, non da quello verso la Patria, coloro che lo hanno prestato e che vi hanno tenuto fede attraverso tante durissime prove. Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome d’Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli”
Umberto II – Roma, 13 giugno 1946.