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Marcello Pellegrini in posa con le “Zitelle Velletrane” Foto: lanotiziaoggi.it

Marcello Pellegrini in posa con le “Zitelle Velletrane” Foto: lanotiziaoggi.it

Nella  Basilica  barocca  romana di S. Maria in Vallicella, che i romani  dai primi del XVII secolo chiamano la Chiesa Nuova, sorge la  sontuosa Cappella  di San Filippo Neri, fregiata del celebre mosaico  del Guido Reni  che  ritrae il Santo all’apparizione della Vergine Maria. La Cappella è circondata di memorie dell’aristocrazia romana, ed è frequentata  e custodita massime  dalla pietà, zelo e  devozione del  popolo dei rioni centrali:  Parione, Ponte, Regola, Borgo, Ripa,  S.Eustachio, Pigna, S. Angelo, Campitelli.

Pochi sanno che la Cappella che custodisce in urna di cristallo, sotto l’altare, il corpo incorrotto di San Filippo Neri, fu restaurata  per il Giubileo del 2000, per munificenza  di  un  benefattore generosissimo.  Il suo nome, Marcello Pellegrini,  vi fu inciso sul pavimento, a perpetua memoria .  Onde tramandare il dovere di ogni  fedele di concorrere alle necessità della Chiesa,  onorando Dio e soccorrendo il prossimo, specialmente i poveri e gli infermi.

Ieri  2 ottobre 2014, la Messa di trigesimo del  Cavaliere  di Gran Croce  Dottor  Marcello Pellegrini  (1930-2014), scomparso il 2 settembre u.s., Gentiluomo di Sua Santità , si è celebrata in quel luogo sacro e venerato dai romani devoti al loro Santo Coprotettore dell’Urbe.   Un luogo santo e miracoloso,  cui  il nostro antico amico e confratello Marcello, farmacista nella vita e dedito alla cura  caritativa delle anime nella vocazione laicale cristiana,   era spiritualmente legato in un modo  molto speciale.  Quel modo generoso, ma silenzioso, discreto e sollecito,  che i  cattolici militanti,  diremmo noi tradizionali,  gelosi custodi della tradizione Cattolica Romana, molto legati alla Santa Chiesa e al Romano Pontefice e  dediti al  Suo servizio,  sanno vivere  con fedeltà ed onore, con  lealtà, sacrificio, generosità  e coerenza,  sino alla morte, oltre la morte !  

Don Marcello come amavano chiamarlo i concittadini  nella sua  Velletri,  dove con i beni avìti  di  antica, nobile famiglia di farmacisti,  medici e possidenti,  curava le memorie storiche  ed altresì, sempre munifico,  sosteneva la Diocesi  de’ Monti Lepini e la  Cattedra vescovile  veliterna.  Benefico coi suoi poveri,  ci ha lasciati,   come  forse desiderò che si compisse col pio transito  il suo commiato  dagli amici romani e “castellani”.

Una Messa di suffragio officiata dai  Sacerdoti della Comunità di San Filippo Neri,  che altresì  lo ebbe  discreto, silenzioso benefattore,  nel rito tridentino, in pianeta romana, nel giorno dei Santi Angeli Custodi, che lo accolgono alla Corte Celeste degli Angeli e dei Santi.   Custode  benefico  e sollecito di quelli che, da Gran Croce in Obbedienza dell’Ordine di Malta,  indimenticabile antico  segretario del Gran Priore di Roma Frà Franz von Lobstein,   sempre presente da una vita ai Pellegrinaggi  melitensi a Lourdes e a Loreto, con la tua  fedele Gioconda Iris,  sposi da 61 anni, amavi  chiamare i “signori malati”.

 Dio ti accolga, caro, indimenticabile  Gentiluomo romano  di tre Pontefici  e dei poveri,  amico e confratello  Marcello  Pellegrini. Dio ti accolga,  con San Filippo Neri,  tra gli Angeli, tra i  Martiri  e tra i Santi.  

 

 Roma,  3 ottobre 2014.                                                                      

Fernando  Giulio  Crociani Baglioni