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Prof. Fernando Crociani Baglioni, “Inaudito gesto ostile della Cancelliera tedesca contro la Romania: insulto alla comunità accademica e scientifica”.

Angela Merkel con il Presidente della Romania Traian Băsescu

Angela Merkel con il Presidente della Romania Traian Băsescu

“Angela Merkel ha rifiutato il titolo di Dottore Honoris Causa conferitole dall’Università Politecnica di Bucarest”. La notizia, confermata dal Bundeskanzleramt la Cancelleria federale della Germania, è stata resa nota oggi dal quotidiano romeno Romania Libera.  Quantunque Frau Merkel sia un fisico e chimico ancor prima di essere un politico; quantunque abbia accettato già altri sei lauree Honoris Causa, dopo essere stata eletta Cancelliere della Germania: dall’Università Babeş-Bolyai di Cluj (2010); dalla Hebrew University di Gerusalemme (2007), dall’Università di Leipzig, dove studiò e dall’Università di Tecnologia di Breslavia “Politechnika Wrocławska” in Polonia (2010); dall’Università Radboud di Nijmegen, Olanda e dall’ Università di Szeged, Ungheria (2013).

 Un gesto inqualificabile di protervia e disprezzo che i romeni non potranno né perdonare né dimenticare, ma soprattutto non potranno comprendere. Ci è noto lo stereotipo dell’insolenza tedesca caratteriale, diremmo in senso negativo culturale. Ma che la Primo Ministro, o Cancelliere che si dica nel mondo germanico, senza che esista uno stato di guerra o una rottura diplomatica di tutta gravità, opponga tanto contundente rifiuto ad una prestigiosissima Università di Stato della Capitale di una Nazione componente l’Unione Europea, costituisce un atto senza precedenti, un insulto non solo alla classe accademica, ai ceti intellettuali, agli studiosi e scienziati, ma una volgare ingiuria alla Nazione per noi sorella del mondo latino.
L’Università Politecnica di Bucarest non soffrirà dell’assenza di Angela Merkel dai suoi ruoli onorari. Ma certamente la stessa Cancelliere avrà scavato un solco difficilmente colmabile con la Nazione leader dell’area Carpatico-Danubiana; laddove da millenni il grande fiume germanico dalle fonti scende a segnare, a cingere i millenni di amicizia e contiguità persino etnica, culturale e civile con i finno-ungari di Pannonia e Transilvania ed i daco-romani di Moldavia e Valacchia, sino alle sponde del Mar Nero.
E’ appena il caso di rammentare agli immemori, che lo stesso destino della Nazione sorella la moderna Romania, e cioè il suo processo unitario e Risorgimento, che la Provvidenza volle coevo al nostro italiano, si compisse consegnando il suo scettro ad un principe germanico cattolico, ma consanguineo del Re di Prussia Imperatore di Germania. A significare già dal 1862 l’inscindibile legame e destino della Romania latina e cristiana, nel senso che oggi diremmo ecumenica, con l’Europa intera.

Fernando Crociani BaglioniFernando Crociani Baglioni