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Ieri, 10 febbraio 2014, abbiamo commemorato i nostri Fratelli Giuliani-Istriani-Dalmati, Martiri infoibati, con un grande concerto nella basilica romana di S. Andrea della Valle.

Torino, distrutta la lapide in ricordo dei martiri delle foibe

Torino, distrutta la lapide in ricordo dei martiri delle foibe

Un gesto paradossalmente tanto anti-italiano da qualificarsi come tipicamente “pseudo- italiano”: e cioè vile, ignobile, animato da belluino odio e ferocia. Non siam passati alla storia per aver pugnalato alla schiena due volte, nelle due guerre mondiali del XX secolo, gli alleati ? Non siam passati alla storia come quelli dell’8 settembre ? per aver inferto a quella data – a detta degli antifascisti – la morte della Patria ? Quando i profughi giuliano-istriano-dalmati sui convogli ferroviari in transito a Bologna, stringendosi al cuore i poveri stracci e il tricolore, non venivano assaliti, insultati e lasciati senza acqua né cibo dai ferrovieri comunisti di quella città rossa ? Il capo dei comunisti italiani, agli ordini di Stalin e di Tito, non era forse Palmiro Togliatti ? Quel Togliatti e compagni (alcuni ancòra viventi) nel 1956 non esultava all’invasione e repressione sovietica dell’Ungheria ? Ma dove sono i veri proletari ? Nella Torino industriale ed operosa di oggi – prima capitale d’Italia – i veri operai – quelli che si alzano all’alba per andare onestamente a lavorare, i padri di famiglia – vanno forse di notte, ubriachi e drogati, a compiere simili gesti ? O v’è una masnada di criminali esaltati psicopatici che alligna nei ‘centri sociali antagonisti’ per preparare simili colpi, per nulla diversi per gravità e conseguenze da atti terroristici?

Giorni fa a Scandicci non hanno assalito lo spettacolo dell’artista Simone Cristicchi sulle Foibe, mentre cantava “Dentro la buca” ? Chi siano costoro ? Li conosciamo bene ! Ma anche le autorità li conoscono molto bene !

Fernando Crociani Baglioni

Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni

Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni

A Torino distrutta la lapide in ricordo dei martiri delle foibe. (8 febbraio 2014)

Durante la notte, il monumento ai Martiri delle foibe e agli Esuli istriani, fiumani e dalmati collocato a Marghera (Venezia) nell’omonimo piazzale è stato oggetto dell’ennesimo atto d’odio.  20 mila italiani innocenti massacrati e l'esilio di altri 330 mila non verranno di certo cancellati da questa vernice rossa.. la vernice si cancella, l'ignoranza no!

Durante la notte, il monumento ai Martiri delle foibe e agli Esuli istriani, fiumani e dalmati collocato a Marghera (Venezia) nell’omonimo piazzale è stato oggetto dell’ennesimo atto d’odio.
20 mila italiani innocenti massacrati e l’esilio di altri 330 mila non verranno di certo cancellati da questa vernice rossa.. la vernice si cancella, l’ignoranza no!


Concerto solenne in onore delle Vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata in occasione del decennale dell’istituzione del “Giorno del ricordo” 2004-2014. Lo ha promosso la Regione Lazio alla basilica di S. Andrea della Valle, a Roma. Presente  il presidente della regione Lazio, l’on. Nicola Zingaretti, il vicepresidente del consiglio regionale, l’on. Francesco Storace, e l’on. Roberto Menia, primo promotore della legge che istituì la Giornata del ricordo, approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004; Antonio Ballarin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; l’on. Ignazio La Russa, coordinatore di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Presente  il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, presidente del Centro Studi Storici e Politici Internazionali “Patria e Libertà”. la Contessa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas, presidente dell’Associazione “Italia-Romania:Futuro Insieme” Nel corso del concerto, organizzato dall’Associazione musicale internazionale, sono state eseguite musiche strumentali e vocali di Mozart, Stradella, Bach, Mascagni e Verdi; testimonianze filmate e dal vivo relative al drammatico periodo storico delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

locandina_concertoFrancesco Storace, nel suo intervento prima del concerto, ha fatto riferimento anche all’operazione coraggiosa portata avanti dall’artista Simone Cristicchi con la sua rappresentazione teatrale di ‘Magazzino 18’.