Passeggiando pel Rione San Saba…

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Viale Giotto, Rione San Saba. Domenica 21 settembre 2014. Come in molti luoghi dell'Urbe, soprattutto nei rioni centrali, sugli uscii dei portoni di abitazioni in cui vivevano israeliti romani, catturati il 16 ottobre 1943 dalle SS, per esser deportati ad Aushwuitz, furono poste alcuni anni fa, in terra, rispettive placche commemorative in ottone, con i nomi delle compiante vittime della razzìa germanica. E' un modo in più con cui Roma Capitale ricorda ai posteri i 2091 deportati, compresi vecchi, donne, bambini, neonati e donne incinte della comunità israelitica romana. Nel mio libro storico 'Labaro e Medagliere' (ed. Laurum, Pitigliano (Gr), 2008) dedicai due capitoli a quella pagina buia della nostra storia : 16 ottobre 1943, il giorno dell'odio; e In difesa degli ebrei romani.    Mio nonno Comm. Fernando Crociani (1899-1954), di cui ho l'onore di portare il nome, e la mia prozia Anita Crociani in Tognetti , di lui sorella (1891-1962), con grave rischio per sé e le rispettive famiglie, si distinsero nel nascondere, durante tutto il periodo dell'occupazione germanica di Roma (ottobre 1943 - giugno 1944), nelle rispettive abitazioni di via dei Conciatori 3 (Porta San Paolo) e via Paolucci de' Calboli (Piazza Mazzini), due nuclei della famiglia israelita romana Anticoli. Salvandoli così, come sentivano esser loro dovere cristiano, patriottico ed umano.  Onore alle vittime dell'odio razziale ! Innocenti vittime della Shoà ! Requiem . Ed Onore a quegli eroi, che quando fu umanamente possibile, nelle abitazioni civili come nelle case religiose, monasteri, canoniche, conventi, collegi e basiliche romane - per espresso desiderio di Sua Santità Pio XII - li nascosero e mantennero, o ne favorirono l'asilo o la fuga. Con grave rischio della vita loro e delle loro famiglie e comunità.

la Pramide Cestia e Porta San Paolo

Viale Giotto, Rione San Saba. Domenica 21 settembre 2014.

Come in molti luoghi dell’Urbe, soprattutto nei rioni centrali, sugli uscii dei portoni di abitazioni in cui vivevano israeliti romani, catturati il 16 ottobre 1943 dalle SS, per esser deportati ad Auschwitz, furono poste alcuni anni fa, in terra, rispettive placche commemorative in ottone, con i nomi delle compiante vittime della razzìa germanica. E’ un modo in più con cui Roma Capitale ricorda ai posteri i 2091 deportati, compresi vecchi, donne, bambini, neonati e donne incinte della comunità israelitica romana. Nel mio libro storico ‘Labaro e Medagliere’ (ed. Laurum, Pitigliano (Gr), 2008) dedicai due capitoli a quella pagina buia della nostra storia : 16 ottobre 1943, il giorno dell’odio; e In difesa degli ebrei romani.

Mio nonno Comm. Fernando Crociani (1899-1954), di cui ho l’onore di portare il nome, e la mia prozia Anita Crociani in Tognetti , di lui sorella (1891-1962), con grave rischio per sé e le rispettive famiglie, si distinsero nel nascondere, durante tutto il periodo dell’occupazione germanica di Roma (ottobre 1943 – giugno 1944), nelle rispettive abitazioni di via dei Conciatori 3 (Porta San Paolo) e via Paolucci de’ Calboli (Piazza Mazzini), due nuclei della famiglia israelita romana Anticoli. Salvandoli così, come sentivano esser loro dovere cristiano, patriottico ed umano.
Onore alle vittime dell’odio razziale ! Innocenti vittime della Shoà ! Requiem .

Ed Onore a quegli eroi, che quando fu umanamente possibile, nelle abitazioni civili come nelle case religiose, monasteri, canoniche, conventi, collegi e basiliche romane – per espresso desiderio di Sua Santità Pio XII – li nascosero e mantennero, o ne favorirono l’asilo o la fuga. Con grave rischio della vita loro e delle loro famiglie e comunità.

Fernando Crociani Baglioni

 

Foto: ©Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş

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